La durezza dell'acqua misura il contenuto di sali di calcio e magnesio e si esprime spesso in gradi francesi (°F). Un'acqua "dura" tende a formare più calcare su tubazioni, caldaie ed elettrodomestici, ma non costituisce un rischio per la salute: anzi, calcio e magnesio sono minerali utili. Per questo il D.Lgs. 18/2023 (come aggiornato dal correttivo D.Lgs. 102/2025) non fissa un limite obbligatorio per la durezza, ma un intervallo consigliato, indicativamente fra 15 e 50 °F. Il calcare è quindi soprattutto un problema pratico ed economico, non sanitario. Chi vuole ridurlo può installare un addolcitore, che scambia il calcio e il magnesio con sodio, oppure altri sistemi anticalcare; in ogni caso il dispositivo deve essere conforme al DM 25/2012 e regolato correttamente, per non rendere l'acqua troppo aggressiva o troppo ricca di sodio. Un'analisi della durezza, insieme a pH e residuo fisso, aiuta a dimensionare bene l'impianto. Prima di acquistare un trattamento conviene sempre partire dai dati dell'analisi, non da una valutazione a occhio. Così si evita di trattare un problema inesistente o di scegliere un sistema sovradimensionato.
Riferimenti normativi
D.Lgs. 18/2023 (correttivo D.Lgs. 102/2025); DM 25/2012
Contenuto informativo: non sostituisce una valutazione specifica della tua situazione. Limiti e normative possono cambiare nel tempo: fai sempre riferimento ai testi vigenti.